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    Opinioni - 5 anni di Papa Francesco

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    aldo manganaro | 2018-08-08 04:57:09

    chi ha scritto questa straordinaria analisi? Risposta: i tuoi amici di sempre!

    ninni speranza | 2018-08-08 06:04:35

    sono totalmente d'accordo

    Francesco Femia | 2018-08-08 13:29:49

    COMMENTO: Non sono un vaticanista e credo che il potere temporale della Chiesa sia come tutti gli altri . Ma il dubbio che la critica a Bergoglio sia pretestuosa mi assale. Non è l’unico a fare politica, basti pensare al Papa polacco che ha favorito la caduta dei regimi comunisti. Al gesuita Bergoglio ben si adatta l’aneddoto che vede un frate rivolgersi al gesuita che fumava : ma non si può pregare quando si fuma ! E il gesuita ; ma allora stesso tempo non si può vietare a chi fuma di pregare ! --------------------------------------------------------------------------------- RISPOSTA: Caro Francesco, rispondo al tuo commento precisando quanto segue: sono cattolico praticante e vivo una buona vita cristiana; rispetto la gerarchia ecclesiastica e, quindi, il Papa come massima autorità della Chiesa. Il potere temporale della stessa, ricordo, è stato annullato a far data dal 1871 (Legge delle guarentigie) e se Essa, di fatto, lo esercita lo fa a torto, illegittimamente. Ciò stante, la critica a Papa Francesco non può essere pretestuosa; a pretesto di che cosa? Manca il fine! Io, da giornalista, descrivo e commento fatti concreti, a tutti noti e non basati su supposizioni o sofismi. Scrissi, tempo addietro, che Sant’Ireneo di Lione diceva: «Tutti professano le stesse cose, ma non tutti le intendono alla stessa maniera”»; si deduce che qualcuno dovrà pure ricondurre le varie correnti di pensiero all’unità cattolica. E questo qualcuno è, naturalmente, il Papa, il Maestro della Fede, ma se questi, invece di unire, crea confusione, dubbi e dissensi, dovrà pure essere messo in guardia dai propri vescovi o, persino, da noi fedeli, perché la Chiesa non può praticare cambiamenti, ovvero cambiare la fede e, nello stesso tempo, chiedere ai credenti di rimanere fedeli ad essa. È qui che subentra il giornalista, fedele, che sente il dovere di mettere in guardia il proprio “Capo Spirituale”. Nessun pretesto, quindi! E, all´uopo, cito uno tra i tantissimi argomenti che giustificano la preoccupazione del credente e non solo: appellativo del Papa è anche “Servus servorum Dei”, essere servo dei servi di Dio (il fulcro del papato), solo che Bergoglio immagina che il Papa debba essere servo del “popolo di Dio”; un’interpretazione, questa, fondata su demagogia libertaria-globalista e non identitaria, atta a stravolgere ambiguamente e sovversivamente il concetto “servizio da offrire a Dio” con “servizio da offrire al popolo”, tale da fondare l’esistenza sul creato anziché sul Creatore. Passando a Papa Wojtyla, è vero, ha esercitato una certa attività politica contribuendo alla caduta del muro di Berlino, ma non ha scardinato, ciò facendo, i pilastri della Chiesa, sovvertendone i principi, né ha usato la religione per ottenere quei risultati (buoni o cattivi che siano, visti a distanza di tempo), che vanno attribuiti unicamente al suo prestigio personale. Inoltre, nello svolgimento del suo ministero non si è mai evidenziata alcuna commistione di religione e politica. Per finire, leggendo le conclusioni dell´ articolo da te commentato, si rileva che la politica e la religione non possono essere trattate promiscuamente dallo stesso soggetto, almeno per la nostra cultura occidentale; sono cose da Ayatollah! Chi vuol fare attività politica si iscriva ad un partito; ne indico, ad esempio, uno a me familiare, il PD, sito in via Sant’Andrea delle Fratte 16, 00187 – Roma Tel. 06/675471. Il mio articolo va inteso come un messaggio, un’allerta del credente al Papa e non come critica gratuita e denigratoria. Capisco, infine, che il Papa si chiama Francesco come te, ma, credimi, è una coincidenza e le coincidenze, è saputo, non sono mai casuali, vanno interpretate… Che altro dire! In mezzo a tanta confusione dottrinale, mi viene in mente un detto di C. de Gaulle: “Le vie del Signore sono infinite. È la segnaletica che lascia a desiderare”. Un fraterno abbraccio

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